• RSS
    • Archivi

    • Categorie

    • Tags

     
    • Authors

        

  • Banca mondiale: no crisi per economia africana

    aprile 20, 2012
    by Angela Faloppa

    Mercato agricolo in Africa(Copyright Pan-African News)

    Secondo un nuovo rapporto della Banca Mondiale sull’economia africana, la crescita economica nell’Africa sub-sahariana è tuttora forte: ad eccezione del Sudafrica, che rappresenta oltre un terzo del PIL della regione, nel 2011 la crescita nel resto della regione è stata del 5,9 per cento, uno dei tassi più elavati tra quelli delle regioni in via di sviluppo.

    “Nonostante la crisi globale, le economie africane continuano ad avere alcuni dei tassi di crescita più alti al mondo. Ora è urgente sostenere riforme macroeconomiche e strutturali in grado di favorire un avanzamento che crei posti di lavoro e aumenti i redditi del continente “, dice Obiageli ‘Oby’ Ezekwesili, Vice Presidente della Banca Mondiale per l’Africa ed ex ministro nigeriano delle risorse minerarie.

    Tuttavia, la crisi della zona euro e il rafforzamento delle politiche nazionali in alcuni grandi paesi in via di sviluppo hanno fatto diminuire le esportazioni africane alla fine del 2011 e colpito il turismo nella ragione.

    D’altra parte, la Banca Mondiale riporta che i flussi di capitali verso l’area Sub-Sahariana sono aumentati di $ 8 miliardi nel 2011, arrivando a 48,2 miliardi dollari. Gli investimenti diretti esteri rappresentano circa il 77 per cento di tutti i flussi di capitali verso la regione ed hanno contribuito a circa l’ 83 per cento dell’aumento.

    Tale tendenza è stata stimolata dalla maggiore concorrenza a livello mondiale per le risorse naturali, dai prezzi delle materie prime, dalla robusta crescita economica e da una classe media che sta emergendo velocemente.

    Tuttavia, il continente africano deve ancora affrontare grosse sfide in futuro. Come Oby Ezekwesili sottolinea, la carestia nel Corno d’Africa nel 2011 e la siccità nel Sahel quest’anno ci ricordano che l’Africa, il contintente che ha meno contribuito alle emissioni di gas serra, sarà probabilmente anche il più colpito dai cambiamenti climatici che ne conseguono.

    Lascia un Commento

    © 2011-2014 Stefano Valentino, Reporters for Interactive, Collaborative and Specialized Information (RICSI) All Rights Reserved -- Copyright notice by Blog Copyright