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              • Eurodeputati contro gli agro-sussidi antiecologici

                aprile 23, 2012
                by Angela Faloppa

                Sessione plenaria (Copyright euobserver)

                In una recente risoluzione, il Parlamento Europeo afferma che maggiore priorità politica dovrebbe essere data alla preservazione e al ripristino degli ecosistemi danneggiati. Non essendo stati raggiunti in questo campo dall’Unione gli obiettivi del 2010, la conservazione della biodiversità dovrebbe essere ora oggetto di politiche chiave e i sussidi dannosi per l’ambiente dovrebbero essere individuati ed eliminati entro il 2020.

                La risoluzione è un follow-up della strategia UE sulla biodiversità per il 2020, presentata dalla Commissione Europea nel maggio 2011.

                I deputati hanno sottolinato come recenti studi mostrano una progressiva perdita di biodiversità nell’UE, con costi economici devastanti per la società, i quali fino ad ora non sono stati sufficientemente integrati in politiche economiche e di altro tipo.

                “Secondo gli economisti, ogni anno perdiamo 3% del PIL a causa dei danni alla biodiversità, cioè circa 450 miliardi di euro anno dopo anno “, ha affermato il relatore Gerben-Jan Gerbrandy.

                La soluzione a questo problema non è in questa nuova strategia ma, piuttosto, nelle prossime riforme della politica agricola comunitaria, delle politiche per la pesca e del quadro finanziario pluriennale (QFP).

                I deputati sostengono che la politica agricola comunitaria (PAC) è uno strumento volto non solo alla produzione alimentare e allo sviluppo rurale, ma anche alla conservazione della biodiversità.

                I pagamenti della PAC, compresi quelli versati a partire dal 2014, dovrebbero essere sostenuti da robuste regole di condizionalità che contribuiscano alla conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici, comprendenti la legislazione in materia di uccelli, habitat, acqua, pesticidi e biocidi.

                Infine,tutti i sussidi esistenti dannosi per l’ambiente dovrebbero essere identificati e gradualmente eliminati entro il 2020.

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