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  • Lo sviluppo richiede l’uso locale delle risorse

    maggio 25, 2012
    by Angela Faloppa

    IIED promuove il controllo locale delle risorse (Copyright upsides)

    Un nuovo paper dell’Istituto Internazionale per l’Ambiente e lo sviluppo (IIED) sollecita i governi a investire sulla capacità di ripresa, a potenziare il controllo locale delle risorse naturali, e ad attribuire un vaolre realistico ad ambiente e benessere umano, al fine di orientare la società verso un futuro più sicuro.

    L’appello giunge in vista della conferenza Rio +20, che vedrà i leader mondiali riunirsi per concordare come affrontare le sfide che ambiente e sviluppo pongono all’umanità.

    IIED raccomanda di agire in 3 aree: controllo locale, capacità di ripresa e metodi di valutazione.

    In primo luogo, i dati mostrano che il controllo locale delle risorse naturali è il modo migliore per garantire investimenti nonchè l’uso sostenibile di foreste, acqua, suolo e altre risorse, fornendo al tempo stesso posti di lavoro, profitti e mezzi di sussistenza sicuri sia nelle aree urbane che in quelle rurali.

    In secondo luogo, gli shock ambientali, economici e sociali stanno diventando più comuni: basta pensare alle condizioni climatiche estreme, alla volatilità dei prezzi cibo e carburante, all’instabilità finanziaria. Soluzioni possibili sono date da norme che diano priorità ad una capacità di adattamento a lungo termine, da attività economiche diversificate, e da una crescita capace di resistere ai cambiamenti climatici.

    Infine, i veri costi e benefici ambientali non appaiono sui bilanci; il PIL viene utilizzato per misurare lo sviluppo pur sapendo che non riflette il benessere umano e nonostante la sua capacità di  mascherare gli aspetti insostenibili della crescita.

    Il documento mostra come la riunione di giugno a Rio sia un’opportunità per i leader di promuovere il cambiamento in queste tree aree.

    “Le crisi ambientali, sociali e finanziarie che abbiamo di fronte sono interconnesse, e così sono le loro soluzioni”, spiega il direttore dell’ IIED, Camilla Toulmin. “Dopo quattro decenni di ricerca sui legami tra ambiente e sviluppo, il nostro istituto ha individuato dei modi realistici, realizzabili ed efficaci per rimodellare il nostro futuro e creare un mondo più equo, verde e sicuro.”

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